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RECENSIONI

Pubblicato:21/01/2010| Tags: hot club roma, Django reinhardt, swing from rome, ,

 

 
 Wide Lab - WLB001 - 2008

Fabio Ciminiera
Ufficio Stampa Wide Sound


Nato dall'amore per la musica di Django Reinhardt, Hot Club Roma dipinge con classe le atmosfere del jazz manouche: brani scelti con cura, esecuzioni e interpretazioni eleganti, l'esperienza e lo spessore dei musicisti messo al servizio di una operazione intrigante, filologica ma non pedante.

La formazione annovera musicisti di grande carisma come Carmelo Tartamella e Luca Velotti, sostenuti, secondo i canoni dell'Hot Club de France, dalle chitarre ritmiche di Jacopo Delfini e Gianfranco Malorgio e dal contrabbasso di Renato Gattone.

Le atmosfere di Swing from Rome si colorano della malinconia suadente del jazz manouche così come della sua ritmica scoppiettante e del virtuosismo dei suoi interpreti. I brani scelti dal quintetto alternano, in una visione coerente, gli standard del jazz e le più celebri composizioni di Django e trasportano con immediata freschezza del mondo musicale sfaccettato e sempre attuale e affascinante del chitarrista belga.

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Recensione di Roberto De Virtis
Jazz Convention 17 giugno 2009

 

Carmelo Tartamella: chitarra solista
Luca Velotti: clarino e sax
Jacopo Delfini: chitarra ritmica
Gianfranco Malorgio: chitarra ritmica
Renato Gattone: contrabbasso

   Tra le formazioni che perpetuano la tradizione della musica manouche, l'Hot Club Roma rappresenta una nuova e interessante realtà.
Nato nel 2005 dall'incontro tra Gianfranco Malorgio e Renato Gattone, appassionati e ottimi conoscitori del genere, il gruppo si è arricchito fin da subito della presenza del chitarrista cremonese Carmelo Tartamella, un solista che mastica pane e gipsy jazz dall'età di sedici anni, con cui si sono esibiti nei locali della capitale.
Il passo successivo è stata la registrazione di Swing from Rome, con la collaborazione di Jacopo Delfini e Luca Velotti. Il disco, prodotto da Wide Lab (nuova linea dell'etichetta umbra Wide Sound) rivisita il repertorio del mitico Hot Club de France, una delle più grandi formazioni di jazz europeo di tutti i tempi, in chiave filologica ma non troppo. La formazione adotta il modulo dell'Hot Club originale, con due chitarre ritmiche, fatta eccezione per i fiati di Velotti al posto del violino di Grappelli. Ampio spazio è dedicato alle composizioni di Django Reinhardt come Djangology, Stomping at Decca, Troublant Bolero, Artillerie Lourde, che Tartamella interpreta da vero virtuoso, con la sbalorditiva tecnica, la vertiginosa rapidità di esecuzione e l'impeccabile gusto mutuati dal grande chitarrista manouche.
Garbato e ricco di houmor il medley finale, "slow" ma ricco di swing, tra Just a gigolo e Que Rest'til de nos Amours.

 
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Suono recensione del 13 marzo 2009
 
  E’ sempre un piacere ascoltare musicisti provetti riproporre con fantasia e passione la grande tradizione della musica rna­nouche, quella particolarissima miscela di suoni gitani e jazz resa popolare da Djan­go Reinhardt nella sua luminosa appari­zione nell'universo musicale degli anni a cavallo della guerra. Pur essendoci molti musicisti dediti a questa genere, e pur svolgendosi in Europa più di un festival dedicato specificamente al genere, sem­bra non essercene abbastanza di questa musica in giro, o comunque sembra piu’ circolare in piccoli e preziosi club di jazz che non essere riprodotta Su Supporto musicale. Ecco che arriva all'uomo la registrazione di questo Javoro dell'Hot Club Roma, una formazione che annovera il clarinetto/sax di Luca Velotti, le chitarre di Carmelo Tartamella, Jacopo Delfini e Gianfranco Malorgio ed il basso di Renato Gattone nella proposta di un repertorio in gran parte dedicato alla musica di Django Reinhardt (la meta’ dei brani) piu’ alcune riletture di classici come Mack The Knife, Just a Gigolo e Que reste-t-il de nos amours, il tutto suonato con sapiente eleganza e con un senso del ritmo (quello delle chi­tarre manouche) davvero caldo. Dopo un paio di efficacissimi iniziali brani di puro Django, il lavoro si apre ad interpretazioni di piu’ ampio respiro e di pacata e soddisfacente efficacia, regalando proprio in classici come quello di Kurt Weil momenti di notevole pathos, nella migliore tradizione del genere.
 
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Jazz It  -  Rcensione del 14 novembre 2008

Il quintetto che porta il nome di Hot Club Roma celebra in Swing From Rome la musica di Django Reinhardt, e non solo , mantenendo quella cifra stilistica che ha caratterizzato un periodo molto intenso nella storia del jazz. La formazione ben assortita e avvezza alla coniugazione di quel jazz manouche di cui Reinhardt fu artefice e massimo esponente , è composta da due chitarre : quella solista di Carmelo Tartamella e quella ritmica di Jacopo Delfini ; una piacevole sorpresa quella di Luca Velotti al clarino e sax , mentre la ritmica è sostenuta solidamente da Renato Gattone al contrabbasso. I brani del disco scorrono fluidi attraverso pagine ricche di memoria come Make the Knife, Djangology e Stomping At Decca , dello stesso Reinhardt ; o Just a Gigolo e All Of me , suonate comunque con quello spirito che caratterizza un’epoca di brillantina e sogno americano.
Fabio Fusco
 
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L'UNIONE SARDA

CRONACA DI CAGLIARI
FINE SETTIMANA.

In giro per la città e dintorni tra pub, club e discoteche: gli appuntamenti per nottambuli e non
Un ponte tra New Orleans e Cagliari
Il jazz piace sempre più. E in città sbarcano nomi di grido
Venerdì 09 aprile 2010

L a notte cagliaritana non è fatta soltanto di discoteche e musiche da ballare. Negli ultimi anni, in città stanno prendendo piede anche altri generi. Compreso il jazz: i nomi dei musicisti cittadini sono ormai noti. E, sempre più spesso, arrivano jazzisti anche dalla Penisola. Mercoledì ha suonato all'Ampurias l'Hot Club Roma Gypsy Project, band formata da Dario Pinelli, Gianfranco Malorgio, supportati da Alessandro Atzori e Marco Argolias, che suonerà anche stasera alla Vetreria Caffè di Pirri.

 

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